KARATE ALLA SBARRA:VIOLENZA SESSUALE SUI MINORI

Quale è la situazione attualmente, quali i provvedimenti presi dalle autorità sportive; come prevenire i pericoli ed evitarli.

di Caterina Marmo

Quanti genitori affidano tranquillamente i loro cuccioli agli istruttori nelle palestre, pensando che in un ambiente sano e sereno potranno svagarsi, staccare dallo studio, coltivare e irrobustire il fisico, la passione sportiva, anche la mente. E magari stringere nuove amicizie. Non sapendo che la volte ‘orco cattivo può nascondersi proprio lì, dietro la porta di un dojo.

Ben prima che a Hollywood esplodesse la bomba del produttore cinematografico molestatore sessuale seriale Harvey Weinstein – con l’appendice delle accuse di pedofilia agli attori Kevin Spacey e Charlie Sheen; ben prima che in Gran Bretagna e Francia fosse coinvolto negli scandali sessuali qualche politico di peso, un episodio atroce aveva scosso l’Italia. In particolare, i cultori e i praticanti di karate.

Il titolare di una palestra nella zona di Brescia, in passato educatore presso una parrocchia, è stato arrestato per una serie di reati consumati ai danni di sue allieve minorenni. In breve: violenza sessuale di gruppo, nella quale erano implicati perfino i genitori di altri frequentatori del dojo; prostituzione minorile; atti sessuali con minori e detenzione di materiale pedo-pornografico. Con un corteggiamento subdolo e asfissiante, il maestro riusciva a manipolare completamente le ragazzine destinate al suo harem personale. Le sue arti seduttive le facevano sentire importanti, e le avevano rese estremamente leali nei suoi confronti. Una di esse, adescata a 15 anni, ora prova estremo rancore nei confronti della madre, firmataria di una denuncia contro il suo istruttore, quello che chiamava ‘l’uomo della sua vita’.

A inchiodarlo alle sue responsabilità sono stati i messaggi in chat e sui social, e soprattutto le testimonianze di alcune fra le vittime, nel frattempo diventate maggiorenni e perfettamente consce del male subito.

La memoria è riandata a un caso che ha colpito il karate agonistico, in cui le molestie si consumavano in allenamento, pure durante gare importanti come l’Open internazionale di Grado, oggi traslocato a Lignano Sabbiadoro. Il colpevole è un maestro bergamasco, condannato in più gradi di giudizio. In questo caso è emerso che qualche ragazza percepiva il proprio aguzzino come un secondo padre, almeno inizialmente. Poi, appena si rendeva conto di dover dividere l’uomo con altre coetanee, subentrava la gelosia. Col passare degli anni le giovani sono diventate consapevoli dell’orrore a cui si erano sottomesse. Nonostante sia stato sospeso, l’ex allenatore per un po’ di tempo si è aggirato ancora tra palestre e tatami, comparendo avvinghiato a giovanissime in diverse fotografie.

Pù di recente, non aveva destato granché scalpore quanto accaduto nel Salernitano, dove un allenatore aveva pesantemente molestato la prima e la seconda fidanzata del figlio, entrambe minorenni.

Questi episodi sono indici di una situazione preoccupante, se pensiamo che in Italia in genere chi subisce violenza, specie quella dei pedofili, spesso è reticente a confidarsi e a denunciare i fatti.

Il nostro Paese per fortuna non detiene l’esclusiva; in India, all’inizio dell’anno è venuta alla luce la storia di una ragazzina costretta a un accordo particolare dal suo istruttore: sessioni intense e all’avanguardia, in cambio di favori sessuali. La madre, ignara del patto, ospitava di frequente il maestro perché allenasse la figlia a casa.

Secondo uno studio del dipartimento di Psicologia della Steinhardt University di New York, il karate assieme al basket  è uno sport con insita una carica di aggressività tale, che può incoraggiare determinati sentimenti e comportamenti di prevaricazione anche sessuale, in contesti non solo sportivi. In Florida, a fronte di tanti perversi protagonisti uomini, si segnala una giovane istruttrice fermata per aver inviato foto porno a un suo studente 11enne, per sollecitarlo ad avere maggiore intimità con lei.

Tornando  più vicino a noi, il rapporto 2016 della Commissione Europea sulla violenza di genere nello sport evidenzia un incremento della casistica negli ultimi 5 anni, specie nel calcio, nell’equitazione, nella ginnastica, nei tuffi e nel karate. Peraltro, esso plaude all’intervento della Federazione Austriaca di karate, che ha messo in atto un codice etico basato su buone pratiche già sperimentate altrove, impostate su fair play, rispetto dell’identità personale e dei diritti dei più giovani. Sottoscrivere questo codice è un obbligo per chiunque lavori nei dojo.

In Gran Bretagna invece gli organi dirigenti controllano rigorosamente i profili dei coach, e chi è nella lista nera non ottiene la licenza né l’assicurazione necessaria per aprire e gestire un club frequentato da minori.

Il sito http://www.martialviews.com/2007/02/teachers-gone-bad.html riporta che negli Stati Uniti gli allenatori pedofili sono purtroppo in aumento, ed è difficile tenere traccia dei recidivi e impedire che ci riprovino. Lì si è arrivati perfino al sequestro di un bimbo di 11 anni, da parte del suo istruttore di karate, poi bloccato dall’FBI e giustiziato dal padre della vittima con un colpo di pistola, prima dell’arrivo in carcere. Di positivo c’è che telecamere e impianti di sorveglianza spesso aiutano gli inquirenti a smascherare i criminali.

Iniziativa lodevole è quella del sito www.coloradospringsninjutsu.com/Ranting_and_Ravings_2016/Entries/2017/1/3_Pedophiles_in_Martial_arts.html , che indica libri e seminari da frequentare per rimanere aggiornati sul tema della prevenzione della pedofilia, e presenta un elenco di validi istruttori moralmente ineccepibili. Il suo creatore, un insegnante che ha lavorato a lungo in Giappone, dispensa generosamente consigli pratici per la sicurezza dei giovani atleti.

Fra questi: evitare che si ritrovino da soli e con un unico istruttore adulto; i genitori visitino i dojo e assistano almeno alle lezioni di prova, prima di iscrivere i figli a un corso; discutere dei metodi e degli approcci dell’allenatore, con esperti del ramo e con altri genitori. Soprattutto, diffidare da chi si fa troppa pubblicità, magari millantando titoli non verificabili, e da chi ostenta una eccessiva mascolinità. Si tratta di solito di frustrati, che spesso vedono la violenza sugli allievi come una rivalsa. Naturalmente, non si può esser sicuri di aver eliminato tutti i rischi connessi all’eventualità di ritrovarsi tra i piedi un trainer scorretto e approfittatore, ma è comunque un buon inizio.

Insomma, la filosofia da adottare è : proviamo ad aiutarci noi da soli, anziché aspettare che qualcuno, o il cielo, ci aiuti.

FONTI :

https://timesofindia.indiatimes.com/city/thane/karate-coach-arrested-for-molesting-student/articleshow/59494476.cms

https://ec.europa.eu/sport/sites/sport/files/gender-based-violence-sport-study-2016_en.pdf

www.coloradospringsninjutsu.com/Ranting_and_Ravings_2016/Entries/2017/1/3_Pedophiles_in_Martial_arts.html

http://www.mixedmartialarts.com/vault/judo/rousey-role-model-taking-stand-alleged-sexual-abuser

http://steinhardt.nyu.edu/appsych/opus/issues/2015/fall/passero

https://www.huffingtonpost.com/entry/karate-teacher-soliciting-sex_us_57698b18e4b065534f47fbe5

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